Skip to content

Frattura del polso: sintomi, diagnosi e come curarla bene

La frattura del polso rappresenta uno degli infortuni traumatici più frequenti, soprattutto dopo una caduta con la mano tesa a proteggere il corpo dall’impatto. Questa lesione può interessare diverse strutture ossee: principalmente il radio distale, ma anche l’ulna o lo scafoide, una piccola ma fondamentale ossa del carpo.

Comprendere come riconoscere tempestivamente una frattura, quali sono i trattamenti disponibili e come favorire il recupero funzionale è essenziale per evitare complicazioni e garantire una guarigione ottimale. Nelle righe seguenti analizzeremo i sintomi, la diagnosi e le opzioni terapeutiche per questo tipo di trauma.

Come avviene una frattura del polso

La maggior parte delle fratture del polso si verifica quando una persona cade in avanti e istintivamente protende le mani per attutire l’impatto. Questa dinamica sovraccarica l’articolazione del polso con una forza che supera la resistenza dell’osso, causandone la rottura.

Le situazioni più comuni includono:

  • Cadute accidentali durante attività quotidiane, specialmente su superfici scivolose
  • Traumi sportivi in discipline ad alto rischio come sci, skateboard, pattinaggio, ciclismo o sport di contatto
  • Incidenti domestici o stradali
  • Negli anziani, anche traumi apparentemente lievi possono causare fratture a causa dell’osteoporosi, che riduce la densità e la resistenza ossea

Come si riconosce una frattura del polso: i sintomi

Distinguere una frattura da una semplice distorsione non è sempre immediato, ma alcuni segnali possono orientare verso una lesione ossea.

I sintomi principali di una frattura del polso sono:

  • Dolore intenso e improvviso nella zona del trauma, che persiste anche a riposo
  • Gonfiore marcato che compare rapidamente dopo l’infortunio
  • Limitazione o impossibilità di muovere il polso e la mano
  • Deformità visibile o alterazione del profilo anatomico del polso
  • Ecchimosi estese intorno all’area traumatizzata
  • Sensazione di scricchiolio (crepitio) durante i movimenti

In caso di distorsione, invece, il gonfiore è generalmente più contenuto, il dolore si accentua con determinati movimenti specifici ed è più tollerabile durante il riposo. La funzionalità della mano, pur compromessa, non è completamente abolita.

I tipi principali di frattura del polso

Le fratture del polso si classificano in base all’osso coinvolto e alle caratteristiche della lesione.

Tipo di fratturaDirezione spostamento frammentoMeccanismo tipicoCaratteristiche
Frattura di CollesVerso l’alto (dorso della mano)Caduta con palmo aperto e polso estesoPiù comune, frequente negli anziani con osteoporosi
Frattura di SmithVerso il basso (palmo)Polso piegato in avanti durante caduta o colpo diretto sul dorsoMeno comune
Frattura dello scafoideBase del polliceTrauma alla tabacchiera anatomicaPuò passare inosservata alle prime radiografie, rischio complicazioni

Le fratture si distinguono inoltre in:

  • Composte: i frammenti ossei mantengono il corretto allineamento
  • Scomposte: i frammenti sono dislocati dalla loro posizione naturale
  • Pluriframmentarie: l’osso si spezza in più pezzi
  • Intra-articolari: la linea di frattura coinvolge la superficie articolare
  • Esposte: la frattura causa una lacerazione della cute, esponendo l’osso all’esterno

Come viene diagnosticata una frattura del polso

Di fronte a un sospetto di frattura, è fondamentale sottoporsi a una valutazione specialistica tempestiva presso un ortopedico o un chirurgo della mano.

L’esame clinico permette di valutare i sintomi, la mobilità residua e l’eventuale deformità. La diagnosi viene confermata attraverso:

Esame diagnosticoIndicazione
Radiografia standardEsame di prima scelta per visualizzare frattura, tipo e posizione dei frammenti
TC (tomografia computerizzata)Fratture intra-articolari o complesse, pianificazione intervento chirurgico
Risonanza magneticaFratture dello scafoide non visibili alla radiografia, lesioni legamenti e tessuti molli

Cosa fare subito dopo il trauma

In attesa della valutazione medica, è possibile eseguire alcune manovre di primo soccorso per alleviare il dolore e limitare i danni:

  • Mantenere il polso immobile, evitando qualsiasi movimento
  • Applicare ghiaccio avvolto in un panno sulla zona traumatizzata per 15-20 minuti, evitando il contatto diretto con la pelle
  • Sollevare l’arto per ridurre il gonfiore
  • Se possibile, bloccare il polso su un supporto rigido con una fascia o un indumento

Se il dolore è particolarmente intenso, il gonfiore è marcato o si nota una deformità evidente, è necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso. Mai tentare di “raddrizzare” il polso autonomamente.

Il trattamento: quando basta il tutore e quando serve l’intervento

La scelta terapeutica dipende dal tipo di frattura, dalla stabilità dei frammenti e dall’età del paziente.

TrattamentoIndicazioniMetodoDurata
ConservativoFratture composte e stabiliImmobilizzazione con tutore rigido o gesso4-6 settimane
ChirurgicoFratture scomposte, pluriframmentarie, intra-articolari o instabiliRiduzione e stabilizzazione con placche e vitiVariabile, mobilizzazione precoce possibile

Le fratture composte richiedono particolare attenzione: anche quando composte, spesso necessitano di immobilizzazione prolungata (8-12 settimane) per via della scarsa vascolarizzazione dell’osso. Nei casi di fratture scomposte o non guariti, si ricorre alla sintesi chirurgica con viti dedicate.

Recupero e riabilitazione dopo la frattura

Dopo la rimozione del tutore o nel post-operatorio, la riabilitazione fisioterapica è fondamentale per recuperare la completa funzionalità del polso. Il programma riabilitativo comprende:

  • Esercizi di mobilizzazione graduale per contrastare la rigidità articolare
  • Rinforzo muscolare progressivo
  • Recupero della coordinazione e della destrezza nei movimenti fini

I tempi di guarigione variano in base al tipo di frattura: generalmente 4-6 settimane per le fratture semplici del radio, fino a 3-4 mesi per le fratture dello scafoide. Il ritorno alle attività sportive richiede invece tempi più lunghi e va concordato con lo specialista.

Seguire scrupolosamente le indicazioni mediche e il protocollo riabilitativo è essenziale per evitare complicazioni come rigidità persistente, dolore cronico, artrosi post-traumatica o pseudoartrosi (mancata consolidazione della frattura).