L’uveite: sintomi e caratteristiche del disturbo oculare
L’uveite è un’infiammazione dell’uvea, la membrana vascolare dell’occhio situata tra la sclera (la parte bianca esterna) e la retina. Questa struttura comprende l’iride, il corpo ciliare e la coroide, ed è fondamentale per nutrire l’occhio e regolare la quantità di luce che raggiunge la retina. Quando l’uvea si infiamma, si parla di uveite, una condizione che può manifestarsi in forme diverse e con vari gradi di gravità.
Si tratta di un disturbo oculare che non va sottovalutato: l’uveite rappresenta infatti una delle principali cause di cecità prevenibile nei paesi industrializzati, responsabile di circa il 10-15% dei casi di perdita della vista. La diagnosi precoce e il trattamento tempestivo sono essenziali per preservare la funzione visiva e prevenire complicanze permanenti.
In questo articolo approfondiremo i sintomi caratteristici dell’uveite, le diverse forme in cui si manifesta, le cause principali che la scatenano e le opzioni terapeutiche disponibili per gestire efficacemente questa patologia oculare.
Quali sono i sintomi dell’uveite?
I sintomi dell’uveite variano in base alla localizzazione e alla gravità dell’infiammazione, ma esistono manifestazioni comuni che dovrebbero sempre allertare e spingere a consultare un oculista.
Il dolore oculare è uno dei sintomi più frequenti, spesso descritto come un fastidio profondo e persistente che può intensificarsi con i movimenti oculari o la pressione sul bulbo. L’arrossamento dell’occhio, in particolare attorno alla cornea, è un altro segno caratteristico, causato dalla dilatazione dei vasi sanguigni nella zona infiammata.
La fotofobia, ovvero l’ipersensibilità alla luce, rappresenta un sintomo particolarmente invalidante per chi soffre di uveite. Anche l’esposizione a fonti luminose moderate può risultare fastidiosa o dolorosa, costringendo il paziente a cercare ambienti poco illuminati.
Altri sintomi comuni includono:
- Visione offuscata o annebbiata
- Comparsa di miodesopsie (corpi mobili vitreali, comunemente chiamati “mosche volanti”)
- Riduzione dell’acuità visiva
- Lacrimazione eccessiva
- Sensazione di corpo estraneo nell’occhio
È importante sottolineare che alcuni tipi di uveite, in particolare quelle posteriori, possono essere asintomatiche nelle fasi iniziali o presentare sintomi più sfumati, rendendo ancora più cruciale il controllo oculistico regolare, soprattutto in presenza di fattori di rischio.
Classificazione dell’uveite
L’uveite viene classificata principalmente in base alla localizzazione anatomica dell’infiammazione all’interno dell’occhio. Questa distinzione è fondamentale perché ogni forma presenta caratteristiche cliniche, cause e approcci terapeutici specifici.
Uveite anteriore
È la forma più comune, rappresentando circa il 50-60% di tutti i casi. Coinvolge l’iride (irite) o l’iride e il corpo ciliare (iridociclite). Si manifesta tipicamente con dolore acuto, arrossamento marcato, fotofobia intensa e visione offuscata. Tende ad avere un esordio improvviso e, se trattata adeguatamente, ha generalmente una prognosi favorevole.
Uveite intermedia
Colpisce il corpo ciliare e la parte anteriore del vitreo. Rappresenta circa il 10-20% dei casi e si manifesta prevalentemente con miodesopsie e visione offuscata, mentre dolore e arrossamento sono generalmente assenti o lievi. Colpisce più frequentemente giovani adulti e può essere bilaterale.
Uveite posteriore
Interessa la coroide (coroidite), la retina (retinite) o entrambe (corioretinite). Rappresenta circa il 15-20% dei casi e può causare gravi danni alla vista se non trattata tempestivamente. I sintomi includono visione offuscata, scotomi (macchie scure nel campo visivo) e riduzione dell’acuità visiva, mentre dolore e arrossamento sono tipicamente assenti.
Panuveite
Coinvolge tutte le strutture dell’uvea, dalla parte anteriore a quella posteriore. È la forma più grave e complessa da trattare, richiedendo spesso terapie immunosoppressive sistemiche.
Cosa provoca l’uveite?
Le cause dell’uveite sono molteplici e possono essere raggruppate in diverse categorie. Identificare l’origine dell’infiammazione è fondamentale per impostare il trattamento più appropriato.
Cause infettive
Numerosi agenti patogeni possono scatenare un’uveite. Tra i virus, l’herpes simplex, l’herpes zoster e il citomegalovirus sono i più comuni. Anche infezioni batteriche come la sifilide, la tubercolosi e la malattia di Lyme possono causare infiammazione uveale. Tra i parassiti, la toxoplasmosi rappresenta una delle cause più frequenti di uveite posteriore.
Cause autoimmuni e infiammatorie
Molte malattie sistemiche autoimmuni si associano a uveite. La spondilite anchilosante, l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, la malattia di Behçet e le malattie infiammatorie intestinali (morbo di Crohn e colite ulcerosa) possono tutte manifestarsi con coinvolgimento oculare.
La sarcoidosi, una malattia infiammatoria multisistemica, è un’altra causa importante di uveite, soprattutto nelle forme intermedie e posteriori.
Cause traumatiche
Traumi oculari diretti o interventi chirurgici sull’occhio possono scatenare un’infiammazione uveale come risposta al danno tissutale.
Forme idiopatiche
In circa il 30-40% dei casi, nonostante indagini approfondite, non si riesce a identificare una causa specifica. Queste forme vengono definite idiopatiche e richiedono comunque un trattamento antinfiammatorio adeguato.
L’uveite è pericolosa?
L’uveite può essere effettivamente pericolosa se non diagnosticata e trattata tempestivamente. La gravità dipende da diversi fattori: il tipo di uveite, la causa sottostante, la rapidità con cui viene instaurata la terapia e la risposta individuale al trattamento.
Le complicanze dell’uveite non trattata o mal controllata possono essere serie e permanenti. Tra queste, il glaucoma secondario rappresenta una delle più frequenti: l’infiammazione può alterare il drenaggio dell’umor acqueo, aumentando la pressione intraoculare e danneggiando il nervo ottico.
La cataratta è un’altra complicanza comune, che può svilupparsi sia a causa dell’infiammazione cronica sia come effetto collaterale della terapia cortisonica prolungata. L’edema maculare cistoide, caratterizzato dall’accumulo di liquido nella macula (la parte centrale della retina), può causare una significativa riduzione della vista centrale.
Nei casi più gravi, possono verificarsi distacco di retina, formazione di membrane epiretiniche, atrofia del nervo ottico e, in ultima analisi, cecità permanente. Per questo motivo, qualsiasi sintomo sospetto richiede una valutazione oculistica urgente.
Come si guarisce dall’uveite?
Il trattamento dell’uveite ha l’obiettivo di controllare rapidamente l’infiammazione, alleviare i sintomi, preservare la funzione visiva e prevenire le recidive e le complicanze. L’approccio terapeutico varia in base al tipo, alla causa e alla gravità dell’uveite.
Terapia topica
Nelle forme anteriori lievi-moderate, il trattamento di prima linea prevede l’uso di colliri cortisonici, che riducono efficacemente l’infiammazione locale. La frequenza di somministrazione viene gradualmente ridotta in base alla risposta clinica. Vengono spesso associati colliri midriatici-cicloplegici, che dilatano la pupilla prevenendo la formazione di aderenze (sinechie) tra iride e cristallino e riducendo il dolore.
Terapia sistemica
Le forme posteriori, intermedie, le panuveiti e le uveiti anteriori gravi richiedono spesso una terapia sistemica con corticosteroidi orali o, nei casi più severi, per via endovenosa. Quando la terapia cortisonica non è sufficiente o causa effetti collaterali significativi, si ricorre a farmaci immunosoppressori come metotrexato, azatioprina, ciclosporina o micofenolato.
Negli ultimi anni, i farmaci biologici (come gli anti-TNF) hanno rivoluzionato il trattamento delle uveiti refrattarie, offrendo nuove possibilità terapeutiche per i casi più complessi.
Trattamento della causa sottostante
Quando l’uveite è causata da un’infezione, è fondamentale una terapia antimicrobica specifica: antibiotici per le infezioni batteriche, antivirali per quelle virali, antiparassitari per la toxoplasmosi. Il controllo della malattia sistemica sottostante è essenziale nelle forme associate a patologie autoimmuni.
Trattamento delle complicanze
Le complicanze come il glaucoma secondario o la cataratta possono richiedere trattamenti specifici, inclusi interventi chirurgici quando necessario.
La prognosi dell’uveite è generalmente buona quando la diagnosi è precoce e il trattamento tempestivo e adeguato. Il follow-up regolare con l’oculista è essenziale per monitorare l’evoluzione della malattia, adeguare la terapia e intercettare precocemente eventuali complicanze.