Il calazio o cisti sulla palpebra: cause, sintomi e trattamento
Il calazio è una delle problematiche oculari più comuni che possono interessare le palpebre. Si tratta di una cisti benigna che si forma a causa dell’ostruzione di una ghiandola sebacea presente nel margine palpebrale, chiamata ghiandola di Meibomio. Queste ghiandole hanno il compito di produrre la componente lipidica del film lacrimale, essenziale per mantenere l’occhio lubrificato e protetto.
A differenza di altre condizioni oculari più dolorose, il calazio si manifesta generalmente come un rigonfiamento indolore o lievemente fastidioso sulla palpebra, che può crescere gradualmente nel tempo. Sebbene non rappresenti un problema grave per la salute, può causare disagio estetico e, in alcuni casi, interferire con la visione se raggiunge dimensioni considerevoli.
In questo articolo approfondiremo le cause che portano alla formazione del calazio, i sintomi caratteristici, le differenze con l’orzaiolo, le opzioni di trattamento disponibili e i consigli per prevenirne la comparsa.
Qual è la causa del calazio?
Il calazio si sviluppa quando una delle ghiandole di Meibomio, situate nello spessore della palpebra, si ostruisce. Queste ghiandole producono normalmente una sostanza oleosa che contribuisce a mantenere stabile il film lacrimale e a prevenire l’evaporazione delle lacrime. Quando il dotto escretore di una di queste ghiandole si blocca, il secreto lipidico non riesce più a defluire normalmente e si accumula all’interno della ghiandola stessa.
L’accumulo di questa sostanza provoca una reazione infiammatoria cronica che porta alla formazione di una cisti granulomatosa, visibile come un nodulo sulla palpebra. Diversi fattori possono favorire l’ostruzione delle ghiandole di Meibomio:
- Blefarite cronica, un’infiammazione del margine palpebrale
- Rosacea oculare
- Dermatite seborroica
- Scarsa igiene delle palpebre
- Alterazioni della composizione del secreto ghiandolare
- Disfunzioni delle ghiandole di Meibomio
- Stress e alterazioni ormonali
Alcune persone risultano più predisposte a sviluppare calazi ricorrenti, soprattutto chi soffre di condizioni dermatologiche croniche o ha una pelle particolarmente grassa.
Sintomi del calazio
Il calazio si manifesta con caratteristiche piuttosto distintive che permettono di riconoscerlo facilmente:
- Nodulo palpabile: il sintomo principale è la presenza di un rigonfiamento rotondeggiante sulla palpebra superiore o inferiore, che può variare dalle dimensioni di un chicco di riso fino a quelle di un pisello
- Assenza di dolore: a differenza dell’orzaiolo, il calazio è generalmente indolore, anche se può causare una sensazione di peso o fastidio
- Gonfiore localizzato: la palpebra interessata può apparire leggermente gonfia nell’area circostante il nodulo
- Arrossamento lieve: può essere presente un leggero arrossamento della palpebra, soprattutto nelle fasi iniziali
- Lacrimazione: in alcuni casi si può verificare un’aumentata produzione di lacrime
- Disturbi visivi: se il calazio raggiunge dimensioni notevoli, può esercitare pressione sul bulbo oculare e causare visione offuscata o astigmatismo temporaneo
I sintomi si sviluppano gradualmente nell’arco di giorni o settimane, a differenza dell’orzaiolo che compare più rapidamente.
Differenza tra calazio e orzaiolo
Calazio e orzaiolo vengono spesso confusi perché entrambi interessano le palpebre, ma si tratta di due condizioni distinte con caratteristiche differenti.
L’orzaiolo è un’infezione acuta di origine batterica che colpisce le ghiandole sebacee o i follicoli piliferi delle ciglia. Si manifesta come un rigonfiamento rosso, dolente e caldo al tatto, simile a un foruncolo. L’orzaiolo è tipicamente doloroso e può contenere pus, con tendenza a rompersi spontaneamente dopo alcuni giorni.
Il calazio, invece, è una cisti cronica causata dall’ostruzione di una ghiandola di Meibomio, senza componente infettiva iniziale. Si presenta come un nodulo duro, generalmente indolore, che si sviluppa più lentamente e tende a persistere più a lungo. Il calazio non contiene pus e raramente si rompe spontaneamente.
In sintesi: l’orzaiolo è acuto, doloroso e infettivo; il calazio è cronico, indolore e ostruttivo. Tuttavia, un calazio può occasionalmente infettarsi secondariamente, assumendo caratteristiche simili all’orzaiolo.
Quanto dura un calazio all’occhio?
La durata di un calazio è variabile e dipende da diversi fattori, tra cui le dimensioni, la risposta individuale e l’eventuale trattamento intrapreso.
Nei casi più favorevoli, un calazio di piccole dimensioni può riassorbirsi spontaneamente nell’arco di 2-8 settimane senza necessità di intervento. Tuttavia, molti calazi tendono a persistere per mesi se non trattati adeguatamente, diventando cronici e richiedendo un intervento medico.
I calazi di dimensioni maggiori o quelli che non rispondono ai trattamenti conservativi possono durare anche diversi mesi e necessitare di rimozione chirurgica. Dopo l’intervento, la guarigione completa avviene generalmente entro 1-2 settimane.
È importante sottolineare che la tempestività nel trattamento può influenzare significativamente la durata del calazio: intervenire precocemente con impacchi caldi e massaggi può accelerare la risoluzione spontanea.
Il calazio si riassorbe da solo?
Sì, in molti casi il calazio può riassorbirsi spontaneamente, soprattutto se di piccole dimensioni e se trattato precocemente con rimedi conservativi. Il riassorbimento spontaneo avviene quando l’ostruzione della ghiandola si risolve naturalmente e il contenuto della cisti viene gradualmente eliminato dall’organismo.
Tuttavia, non tutti i calazi si risolvono da soli. I fattori che influenzano la probabilità di riassorbimento spontaneo includono:
- Dimensioni del calazio (quelli piccoli hanno maggiori probabilità di risolversi)
- Tempo trascorso dalla comparsa
- Applicazione di trattamenti conservativi domiciliari
- Condizioni predisponenti sottostanti
I calazi che persistono oltre le 4-6 settimane nonostante i trattamenti conservativi difficilmente si riassorbiranno spontaneamente e potrebbero richiedere un intervento medico.
Come si risolve il calazio? Trattamento
Il trattamento del calazio segue un approccio graduale, partendo da misure conservative per arrivare, se necessario, all’intervento chirurgico.
Trattamenti conservativi
Rappresentano la prima linea di intervento e risultano efficaci nella maggior parte dei casi:
- Impacchi caldi: applicare una garza imbevuta di acqua calda (non bollente) sulla palpebra chiusa per 10-15 minuti, 3-4 volte al giorno. Il calore favorisce la fluidificazione del secreto e facilita il drenaggio
- Massaggio palpebrale: dopo gli impacchi caldi, massaggiare delicatamente la palpebra con movimenti circolari verso il margine palpebrale per favorire lo svuotamento della ghiandola
- Igiene palpebrale: detergere quotidianamente il margine palpebrale con prodotti specifici per rimuovere secrezioni e detriti
Trattamento farmacologico
Se i rimedi conservativi non sono sufficienti, l’oculista può prescrivere:
- Pomate antibiotiche: in caso di infezione secondaria
- Colliri o pomate cortisoniche: per ridurre l’infiammazione
- Iniezioni di corticosteroidi: direttamente nel calazio per favorirne il riassorbimento
Trattamento chirurgico
Quando il calazio persiste nonostante i trattamenti conservativi o raggiunge dimensioni considerevoli, può essere necessario l’intervento chirurgico. La procedura, chiamata incisione e curettage, viene eseguita in ambulatorio in anestesia locale e consiste nell’incidere la palpebra e rimuovere il contenuto della cisti. L’intervento è rapido, poco invasivo e presenta un’alta percentuale di successo.
Prevenzione del calazio
Sebbene non sia sempre possibile prevenire la formazione di un calazio, alcune misure possono ridurre significativamente il rischio:
- Igiene palpebrale quotidiana: detergere regolarmente il margine delle palpebre, soprattutto la sera prima di coricarsi
- Rimozione completa del trucco: struccarsi accuratamente ogni sera, prestando particolare attenzione all’area degli occhi
- Trattamento delle condizioni predisponenti: gestire adeguatamente blefarite, rosacea oculare e dermatite seborroica
- Evitare di toccarsi gli occhi: le mani possono trasportare batteri e sostanze irritanti
- Alimentazione equilibrata: una dieta ricca di omega-3 può migliorare la qualità delle secrezioni ghiandolari
- Impacchi caldi preventivi: per chi soffre di calazi ricorrenti, applicare impacchi caldi regolarmente può prevenire nuove ostruzioni
In caso di comparsa di un nodulo sulla palpebra, è consigliabile consultare un oculista per una valutazione accurata e un trattamento tempestivo, evitando così complicazioni e riducendo i tempi di guarigione.