VES (Velocità di eritrosedimentazione): cos’è, valori e quando preoccuparsi
La VES, acronimo di Velocità di eritrosedimentazione, è uno degli esami del sangue più richiesti nella pratica medica. Si tratta di un test semplice ma prezioso che misura la velocità con cui i globuli rossi (eritrociti) sedimentano sul fondo di una provetta contenente sangue reso incoagulabile. Questo parametro fornisce indicazioni importanti sulla presenza di processi infiammatori o altre condizioni patologiche nell’organismo.
Nonostante sia un esame aspecifico – ovvero non indica una malattia specifica – la VES rappresenta un utile strumento di screening e monitoraggio per numerose patologie. La sua semplicità di esecuzione e il basso costo la rendono particolarmente diffusa nella diagnostica di primo livello.
In questo articolo scopriremo come funziona l’esame, cosa significano i valori alterati, quando è necessario preoccuparsi e quali sono i limiti di questo test diagnostico.
Velocità di eritrosedimentazione: come funziona l’esame
Il principio alla base della VES è relativamente semplice. Quando il sangue viene prelevato e posto in una provetta verticale con un anticoagulante, i globuli rossi tendono naturalmente a separarsi dal plasma e a depositarsi sul fondo per effetto della gravità. La velocità con cui avviene questo processo viene misurata in millimetri per ora (mm/h).
In condizioni normali, i globuli rossi sedimentano lentamente perché hanno una carica elettrica negativa sulla superficie che li fa respingere reciprocamente. Tuttavia, in presenza di infiammazione, l’organismo produce proteine specifiche (come il fibrinogeno e le immunoglobuline) che neutralizzano queste cariche, permettendo ai globuli rossi di aggregarsi più facilmente in formazioni chiamate “rouleaux”. Questi aggregati, essendo più pesanti, sedimentano più rapidamente.
L’esame viene eseguito su un semplice prelievo di sangue venoso e non richiede preparazioni particolari, anche se alcuni laboratori consigliano il digiuno per standardizzare i risultati.
Valori di riferimento della VES
I valori normali della VES variano in base a età e sesso del paziente. In generale, i range di riferimento sono:
È importante sottolineare che questi sono valori indicativi e possono variare leggermente tra diversi laboratori. Le donne tendono ad avere valori fisiologicamente più elevati, soprattutto durante la gravidanza, quando la VES può aumentare significativamente senza che questo indichi necessariamente una patologia.
Anche l’età avanzata si associa naturalmente a valori più alti, per cui un lieve aumento negli anziani non è sempre motivo di preoccupazione.
Cosa significa avere la velocità di eritrosedimentazione alta?
Una VES elevata indica generalmente la presenza di un processo infiammatorio nell’organismo. L’infiammazione può essere acuta o cronica e avere origini molto diverse tra loro.
Quando i valori risultano superiori alla norma, significa che nel sangue sono presenti livelli aumentati di proteine della fase acuta, in particolare fibrinogeno, che favoriscono l’aggregazione dei globuli rossi e quindi una sedimentazione più rapida.
Tuttavia, è fondamentale comprendere che la VES alta non è una diagnosi in sé, ma un segnale che richiede ulteriori approfondimenti. Il medico valuterà questo dato insieme ai sintomi del paziente, all’esame obiettivo e ad altri esami di laboratorio per orientarsi verso la causa sottostante.
Quali malattie fanno alzare la VES?
Le condizioni che possono determinare un aumento della VES sono numerose e variegate:
- Infezioni: sia batteriche che virali possono causare un incremento della VES. Le infezioni batteriche tendono a determinare aumenti più marcati rispetto a quelle virali. Tra queste, polmonite, sinusite, otite, bronchite e infezioni urinarie.
- Malattie reumatologiche: artrite reumatoide, polimialgia reumatica, lupus eritematoso sistemico e altre patologie autoimmuni si associano frequentemente a VES elevata.
- Malattie infiammatorie croniche intestinali: come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa.
- Neoplasie: alcuni tumori, in particolare linfomi, mieloma multiplo e tumori solidi avanzati, possono causare un aumento della VES.
- Malattie renali: la sindrome nefrosica e l’insufficienza renale cronica possono alterare questo parametro.
- Anemia: soprattutto le forme più severe possono associarsi a VES elevata.
- Altre condizioni: malattie cardiovascolari, patologie tiroidee come ipertiroidismo e ipotiroidismo, gravidanza e obesità possono influenzare i valori.
VES quando è preoccupante?
Non esiste un valore soglia universale oltre il quale la VES diventa automaticamente preoccupante, poiché l’interpretazione deve sempre essere contestualizzata.
In linea generale, valori moderatamente elevati (fino a 40-50 mm/h) possono indicare infiammazioni lievi o infezioni comuni. Valori compresi tra 50 e 100 mm/h suggeriscono processi infiammatori più significativi che meritano approfondimento.
Valori superiori a 100 mm/h sono considerati marcatamente elevati e richiedono sempre un’indagine approfondita, poiché possono essere associati a condizioni serie come infezioni gravi, malattie autoimmuni attive o neoplasie.
Tuttavia, più del valore assoluto conta la valutazione clinica complessiva: una VES elevata in presenza di sintomi importanti (febbre persistente, perdita di peso inspiegabile, dolori articolari intensi) richiede maggiore attenzione rispetto allo stesso valore in un paziente asintomatico.
Quando la VES indica un tumore?
La VES elevata non è un indicatore specifico di tumore e non può essere utilizzata da sola per diagnosticare una neoplasia. Molte condizioni benigne causano aumenti della VES ben più frequentemente dei tumori.
Tuttavia, alcuni tumori possono effettivamente causare un aumento della VES, in particolare:
- Linfomi (Hodgkin e non-Hodgkin)
- Mieloma multiplo
- Tumori solidi in fase avanzata
- Leucemie
Il sospetto di neoplasia sorge quando la VES è molto elevata (spesso superiore a 100 mm/h) in assenza di altre cause evidenti e in presenza di sintomi d’allarme come perdita di peso involontaria, febbre persistente, sudorazioni notturne, affaticamento estremo o masse palpabili.
In questi casi, il medico prescriverà esami di approfondimento mirati, che possono includere esami del sangue più specifici, esami strumentali come ecografie, TAC o risonanze magnetiche, e talvolta biopsie.
Limiti dell’esame VES
Nonostante la sua utilità, la VES presenta alcuni limiti importanti che il medico deve considerare nell’interpretazione:
- Aspecificità: la VES non indica quale sia la causa dell’infiammazione né dove sia localizzata. È un marcatore generico che richiede sempre correlazione clinica.
- Lentezza di risposta: la VES impiega alcuni giorni ad aumentare dopo l’inizio di un processo infiammatorio e altrettanto tempo a normalizzarsi dopo la risoluzione. Non è quindi ideale per monitorare condizioni acute.
- Influenze fisiologiche: età, sesso, gravidanza, ciclo mestruale e altri fattori fisiologici possono alterare i valori indipendentemente dalla presenza di malattie.
- Falsi negativi: alcune condizioni infiammatorie, specialmente nelle fasi iniziali, possono non determinare un aumento della VES.
- Interferenze tecniche: alterazioni della forma dei globuli rossi, policitemia, iperviscosità del sangue e altri fattori tecnici possono influenzare il risultato.
Per questi motivi, la VES viene spesso affiancata da altri marcatori infiammatori più specifici e sensibili, come la proteina C-reattiva (PCR), che risponde più rapidamente alle variazioni dello stato infiammatorio.
La VES rimane comunque un esame di grande valore nella pratica clinica quotidiana, particolarmente utile nel monitoraggio di malattie croniche e come test di screening iniziale di fronte a sintomi aspecifici, insieme ad esami come il check-up completo.
Quanto costa l’esame VES?
Presso il Santagostino di Imola, il costo della VES singola è di 3,48 €, con referto disponibile entro 2 giorni lavorativi.
È importante sapere che questo prezzo si riferisce esclusivamente alla determinazione della VES: in base al quadro clinico e al sospetto diagnostico, il medico può prescrivere altri esami ematochimici complementari, che incidono sul costo finale dell’analisi. Per questo motivo, il prezzo complessivo può variare in funzione degli esami effettivamente richiesti e viene definito in base alla prescrizione medica e al preventivo elaborato in fase di accettazione.