L’anisometropia: quale trattamento ottico
L’anisometropia è una condizione visiva caratterizzata da una differenza significativa nel potere refrattivo tra i due occhi. In altre parole, un occhio presenta un difetto visivo (miopia, ipermetropia o astigmatismo) di entità diversa rispetto all’altro. Questa differenza può variare da lieve a severa e, quando non adeguatamente corretta, può compromettere la qualità della visione e la capacità del sistema visivo di fondere le immagini provenienti dai due occhi.
La presenza di anisometropia non è rara nella popolazione: si stima che una percentuale significativa di persone presenti una qualche forma di differenza refrattiva tra i due occhi. Tuttavia, quando questa differenza supera determinate soglie, diventa clinicamente rilevante e richiede un intervento correttivo specifico. Comprendere questa condizione, riconoscerne i sintomi e conoscere le opzioni di trattamento disponibili è fondamentale per preservare una visione binoculare efficace e prevenire complicazioni a lungo termine.
In questo articolo esploreremo cos’è l’anisometropia, quali sintomi può causare, come viene classificata e quali sono i trattamenti ottici più appropriati per gestirla efficacemente.
Cos’è l’anisometropia
L’anisometropia è definita come una differenza nel potere refrattivo tra l’occhio destro e l’occhio sinistro. Questa differenza viene misurata in diottrie e può riguardare diversi tipi di difetti visivi. Un occhio può essere più miope, più ipermetrope o presentare un astigmatismo più marcato rispetto all’altro.
Dal punto di vista funzionale, quando i due occhi hanno poteri refrattivi molto diversi, le immagini che raggiungono la retina hanno dimensioni differenti. Questa disparità, chiamata aniseiconia, rende difficile per il cervello fondere le due immagini in un’unica percezione tridimensionale. Il sistema visivo può rispondere a questa difficoltà in diversi modi: nei bambini, l’occhio con il difetto maggiore può essere “soppresso”, portando allo sviluppo di ambliopia (occhio pigro); negli adulti, possono manifestarsi sintomi di affaticamento visivo e difficoltà nella visione binoculare.
Come si calcola l’anisometropia
Il calcolo dell’anisometropia viene effettuato durante l’esame refrattivo completo. L’oculista o l’optometrista misura separatamente il potere refrattivo di ciascun occhio utilizzando tecniche oggettive (come l’autorefrattometria o la schiascopia) e soggettive (attraverso la refrazione manuale con lenti di prova).
La differenza viene calcolata confrontando i valori delle diottrie nei diversi meridiani. Per l’anisometropia sferica, si sottrae il valore sferico di un occhio da quello dell’altro. Ad esempio, se l’occhio destro presenta -2.00 diottrie di miopia e l’occhio sinistro -5.00 diottrie, l’anisometropia è di 3.00 diottrie. Nel caso di astigmatismo, il calcolo può essere più complesso e richiede la considerazione sia della componente sferica che di quella cilindrica.
Una differenza superiore a 1 diottria è generalmente considerata clinicamente significativa, mentre valori superiori a 2-3 diottrie richiedono particolare attenzione nella scelta del trattamento correttivo.
Sintomi comuni dell’anisometropia
I sintomi dell’anisometropia variano in base all’entità della differenza refrattiva e all’età del paziente. Nei bambini, la condizione può essere asintomatica nelle fasi iniziali, ma può portare allo sviluppo di ambliopia se non diagnosticata e trattata precocemente. Il bambino potrebbe mostrare difficoltà di apprendimento, scarsa coordinazione occhio-mano o tendenza a chiudere un occhio.
Negli adulti, i sintomi più comuni includono:
- affaticamento visivo e astenopia, soprattutto dopo attività prolungate che richiedono concentrazione visiva
- mal di testa, particolarmente a livello frontale o perioculare
- visione offuscata o difficoltà di messa a fuoco
- diplopia (visione doppia) in alcuni casi
- difficoltà nella percezione della profondità e nella valutazione delle distanze
- sensazione di disagio o tensione oculare
- difficoltà nella lettura prolungata
Se un occhio vede meno dell’altro, è importante non sottovalutare il problema. Questa condizione può indicare la presenza di anisometropia non corretta o di altre patologie oculari che richiedono valutazione specialistica.
Classificazione dell’anisometropia
In base all’entità, l’anisometropia può essere classificata come:
Quali sono le cause dell’anisometropia superiore a 3 diottrie
Le cause dell’anisometropia, soprattutto quando supera le 3 diottrie, possono essere molteplici. In molti casi, la condizione è congenita o si sviluppa durante la crescita a causa di uno sviluppo asimmetrico dei bulbi oculari. Fattori genetici giocano un ruolo importante nella predisposizione a questa condizione.
Altre cause possono includere:
- traumi oculari che modificano la struttura dell’occhio
- interventi chirurgici oculari, come la chirurgia della cataratta con impianto di lenti intraoculari di potere diverso
- patologie oculari come il cheratocono, che può progredire in modo asimmetrico
- complicanze di malattie sistemiche che influenzano lo sviluppo oculare
- cataratta unilaterale o asimmetrica.
Come correggere l’anisometropia: trattamenti ottici disponibili
La correzione dell’anisometropia rappresenta una sfida particolare perché è necessario bilanciare la necessità di correggere completamente il difetto refrattivo con la tollerabilità della correzione da parte del sistema visivo.
Occhiali: rappresentano la prima opzione di trattamento, soprattutto per anisometropie lievi-moderate. Le lenti oftalmiche moderne, particolarmente quelle asferiche e ad alto indice di refrazione, permettono di minimizzare le differenze di ingrandimento tra i due occhi. Tuttavia, per anisometropie superiori a 3-4 diottrie, gli occhiali possono causare aniseiconia significativa e difficoltà di adattamento.
Lenti a contatto: sono spesso la soluzione preferibile per anisometropie moderate-severe. Essendo posizionate direttamente sulla cornea, riducono significativamente le differenze di ingrandimento dell’immagine retinica rispetto agli occhiali. Questo le rende particolarmente indicate per differenze superiori a 2-3 diottrie. Possono essere utilizzate lenti morbide, rigide gas-permeabili o ibride, a seconda delle caratteristiche individuali.
Chirurgia refrattiva: tecniche come LASIK, PRK o impianto di lenti fachiche possono essere considerate in casi selezionati, soprattutto negli adulti con anisometropia stabile. La chirurgia offre il vantaggio di una correzione permanente senza le limitazioni degli ausili ottici esterni.
Trattamento dell’ambliopia: nei bambini con anisometropia, è fondamentale associare alla correzione ottica un programma di trattamento dell’ambliopia, se presente, attraverso l’occlusione dell’occhio migliore o l’uso di filtri penalizzanti.
L’importanza della diagnosi e del trattamento precoce
La diagnosi e il trattamento tempestivo dell’anisometropia sono cruciali, soprattutto in età pediatrica. Durante il periodo di sviluppo del sistema visivo, che si estende fino agli 8-10 anni, la presenza di anisometropia non corretta può portare a ambliopia permanente nell’occhio con il difetto maggiore.
Negli adulti, anche se il rischio di ambliopia non è presente, la correzione adeguata dell’anisometropia migliora significativamente la qualità della vita, riducendo i sintomi di affaticamento visivo e preservando la visione binoculare e la stereopsi.
Controlli oculistici regolari sono essenziali per monitorare l’evoluzione della condizione e adattare la correzione alle eventuali modifiche del difetto refrattivo. La collaborazione tra oculista, optometrista e ortottista permette di personalizzare il trattamento in base alle esigenze specifiche di ogni paziente, garantendo il miglior risultato visivo possibile.