Come fare correttamente l’autopalpazione del seno
L‘autopalpazione del seno è una pratica fondamentale di prevenzione che ogni donna dovrebbe conoscere e svolgere regolarmente. Si tratta di un esame semplice, che può essere eseguito autonomamente a casa, e che permette di familiarizzare con la propria anatomia mammaria per riconoscere tempestivamente eventuali cambiamenti sospetti.
La diagnosi precoce del tumore al seno aumenta significativamente le possibilità di successo terapeutico: quando identificato nelle fasi iniziali, il tasso di guarigione può superare il 90%. L’autopalpazione non sostituisce gli esami diagnostici specialistici come la mammografia o l’ecografia mammaria, ma rappresenta un importante strumento complementare di consapevolezza e monitoraggio.
Quando fare l’autopalpazione del seno
Il momento ideale per eseguire l’autopalpazione del seno varia in base alla condizione ormonale della donna. Per le donne in età fertile, il periodo migliore è tra il settimo e il quattordicesimo giorno dall’inizio del ciclo mestruale, quando il seno è meno turgido e dolente, rendendo più facile l’identificazione di eventuali anomalie.
Durante la fase premestruale e mestruale, infatti, le fluttuazioni ormonali possono causare gonfiore, tensione e nodularità fisiologica del tessuto mammario, che potrebbero confondere l’esame e generare falsi allarmi.
Per le donne in menopausa o che non hanno più il ciclo mestruale, è consigliabile scegliere un giorno fisso del mese, facile da ricordare, per eseguire l’autopalpazione con regolarità. La costanza è fondamentale: solo attraverso controlli mensili è possibile conoscere bene il proprio seno e notare cambiamenti nel tempo.
Come si fa l’autopalpazione del seno: la tecnica corretta
L’autopalpazione del seno si articola in due fasi principali: l’osservazione visiva e la palpazione vera e propria.
Osservazione visiva
Posizionati davanti a uno specchio, in un ambiente ben illuminato, con le braccia lungo i fianchi. Osserva attentamente entrambi i seni cercando eventuali:
- Cambiamenti nella forma o nelle dimensioni
- Alterazioni della pelle (arrossamenti, ispessimenti, aspetto a buccia d’arancia)
- Modifiche del capezzolo (retrazione, deviazione, secrezioni)
- Asimmetrie insolite o nuove rispetto al tuo aspetto abituale
Ripeti l’osservazione con le braccia sollevate sopra la testa e poi con le mani sui fianchi, contraendo i muscoli pettorali. Questi movimenti permettono di evidenziare eventuali alterazioni che potrebbero non essere visibili in posizione di riposo.
Palpazione in piedi
Molte donne preferiscono eseguire questa fase sotto la doccia, quando la pelle bagnata facilita lo scorrimento delle dita. Solleva il braccio sinistro e con la mano destra esamina il seno sinistro, poi inverti per l’altro lato.
Utilizza i polpastrelli delle tre dita centrali (indice, medio, anulare) tenendole unite e piatte. Esegui movimenti circolari di piccola ampiezza, esercitando tre diversi livelli di pressione: leggera (per il tessuto superficiale), media e profonda (per raggiungere il tessuto vicino alla parete toracica).
Esamina l’intera area mammaria seguendo un percorso sistematico: puoi procedere a spirale dall’esterno verso il capezzolo, a linee verticali, o a raggiera dal capezzolo verso l’esterno. L’importante è coprire tutto il seno, dall’ascella allo sterno, dalla clavicola fino alla parte inferiore del seno.

Palpazione da sdraiate
Sdraiati sulla schiena con un cuscino sotto la spalla del lato da esaminare e il braccio corrispondente sollevato sopra la testa. Questa posizione distribuisce uniformemente il tessuto mammario sulla parete toracica, facilitando l’esame.
Ripeti la palpazione con la stessa tecnica descritta per la posizione eretta, assicurandoti di esaminare anche l’area ascellare e sopraclaveare, dove si trovano linfonodi che potrebbero essere coinvolti in caso di patologie.
Infine, comprimi delicatamente il capezzolo tra pollice e indice per verificare l’eventuale presenza di secrezioni.
Cosa cercare durante l’autopalpazione
Durante l’esame, presta attenzione a qualsiasi elemento che ti sembri diverso dal solito o nuovo rispetto ai controlli precedenti:
È importante ricordare che il seno femminile ha naturalmente una consistenza irregolare e nodulare, che varia con le fasi ormonali. La familiarità acquisita con controlli regolari ti aiuterà a distinguere la normale anatomia da cambiamenti sospetti.
Quando rivolgersi al medico
Se durante l’autopalpazione noti uno qualsiasi dei segni sopra elencati, non allarmarti ma contatta il tuo medico o un senologo per un controllo approfondito. La maggior parte delle anomalie riscontrate non è di natura tumorale, ma solo un esame specialistico può fornire una diagnosi certa.
Non rimandare la visita per paura o imbarazzo: la tempestività è fondamentale nella prevenzione oncologica. Il medico valuterà la necessità di esami strumentali come ecografia mammaria, mammografia o eventualmente altri approfondimenti diagnostici.
L’autopalpazione sostituisce gli screening?
L’autopalpazione del seno è uno strumento importante di consapevolezza, ma non sostituisce gli esami di screening raccomandati. Le linee guida prevedono:
L’integrazione tra autopalpazione regolare, visite specialistiche ed esami strumentali rappresenta l’approccio più efficace per la prevenzione e la diagnosi precoce delle patologie mammarie. Un check up completo periodico può essere utile per monitorare lo stato generale di salute e includere gli esami di screening appropriati per la tua età e condizione.
Prendersi cura del proprio seno attraverso l’autopalpazione mensile è un gesto semplice ma prezioso, che richiede pochi minuti e può fare la differenza per la tua salute.