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Curva da carico di glucosio: cos’è e come si esegue

La curva da carico di glucosio, conosciuta anche come OGTT (Oral Glucose Tolerance Test) o curva glicemica, è un esame diagnostico che valuta come l’organismo gestisce il glucosio. Si tratta di un test fondamentale per identificare alterazioni del metabolismo degli zuccheri, diagnosticare il diabete mellito e individuare condizioni di prediabete o intolleranza glucidica.

L’esame misura i livelli di glicemia nel sangue in momenti diversi: prima e dopo l’assunzione di una soluzione contenente una quantità standardizzata di glucosio. Questo permette di osservare la risposta insulinica dell’organismo e la capacità delle cellule di utilizzare correttamente lo zucchero.

Quando viene prescritta la curva da carico

Il medico richiede questo test in diverse situazioni cliniche. La curva da carico di glucosio è indicata quando i valori di glicemia a digiuno risultano alterati ma non sufficientemente elevati per diagnosticare il diabete, ossia quando si collocano tra 100 e 125 mg/dl. In questi casi l’esame aiuta a distinguere tra una condizione di normalità, prediabete o diabete conclamato.

Durante la gravidanza, la curva glicemica rappresenta lo strumento principale per lo screening del diabete gestazionale. Viene proposta alle donne in attesa che presentano fattori di rischio quali sovrappeso, età superiore ai 35 anni, familiarità per diabete, precedente diabete gestazionale o precedente nascita di bambini con peso superiore ai 4 kg.

L’esame può essere richiesto anche in presenza di sintomi suggestivi di alterazioni glicemiche, come sete eccessiva, aumento della minzione, stanchezza persistente o perdita di peso inspiegabile.

Come si svolge l’esame

La procedura della curva da carico di glucosio prevede prelievi di sangue venoso eseguiti in sequenza temporale. Il primo prelievo viene effettuato al mattino a digiuno per determinare la glicemia basale. Subito dopo, il paziente assume per via orale una soluzione acquosa contenente 75 grammi di glucosio.

Nella versione standard dell’esame, utilizzata per la diagnosi del diabete negli adulti, viene eseguito un secondo prelievo dopo 120 minuti dall’assunzione della soluzione glucosata. Durante questo intervallo il paziente deve rimanere seduto e a riposo, evitando di mangiare, bere (eccetto modiche quantità di acqua) o fumare.

Nel caso dello screening per diabete gestazionale, il protocollo prevede tre prelievi: oltre a quello basale e a quello dopo 120 minuti, viene effettuato un prelievo intermedio dopo 60 minuti dall’assunzione della soluzione. Questa procedura più articolata permette una valutazione più precisa della risposta glicemica nelle donne in gravidanza seguite dal ginecologo.

Preparazione necessaria per l’esame

Per ottenere risultati attendibili è fondamentale seguire alcune indicazioni. Il paziente deve presentarsi al prelievo dopo un digiuno notturno di almeno 8 ore, preferibilmente di 10-12 ore. È consentita l’assunzione di acqua naturale in piccole quantità.

Nei tre giorni precedenti l’esame è consigliabile mantenere un’alimentazione normale, senza restrizioni particolari di carboidrati. Diete troppo restrittive nei giorni prima del test potrebbero infatti falsare i risultati. È importante segnalare al medico l’assunzione di farmaci che possono influenzare la glicemia, come cortisonici, diuretici o beta-bloccanti.

Durante l’esecuzione dell’esame, che dura complessivamente due ore (o tre nel caso del diabete gestazionale), occorre rimanere tranquilli e a riposo. L’attività fisica intensa nei giorni precedenti o lo stress durante il test possono modificare i valori glicemici.

Interpretazione dei valori della curva glicemica

I risultati della curva da carico di glucosio permettono di classificare la tolleranza al glucosio in diverse categorie. Per l’esame standard negli adulti, i valori di riferimento sono i seguenti:

CondizioneGlicemia basale (mg/dl)Glicemia dopo 120 minuti (mg/dl)
Normale<100<140
Alterata glicemia a digiuno100-125
Ridotta tolleranza al glucosio140-199
Diabete mellito≥126≥200

Le condizioni di alterata glicemia a digiuno e ridotta tolleranza al glucosio configurano uno stato di prediabete, che richiede monitoraggio e interventi sullo stile di vita presso un centro di diabetologia o endocrinologia.

Valori specifici per il diabete gestazionale

Per il diabete gestazionale i parametri di riferimento sono diversi e più stringenti. Viene diagnosticato diabete gestazionale quando almeno uno dei tre valori risulta superiore alle soglie stabilite:

Momento del prelievoValore soglia per diabete gestazionale (mg/dl)
Basale (a digiuno)≥92
Dopo 60 minuti≥180
Dopo 120 minuti≥153

Questa condizione richiede attenzione perché può comportare rischi per la madre e il bambino, tra cui peso eccessivo alla nascita, ipoglicemia neonatale e aumentato rischio di sviluppare diabete tipo 2 in futuro. Una diagnosi tempestiva permette di intervenire con modifiche alimentari seguite da un professionista della dietetica e nutrizione e, quando necessario, terapia insulinica.

Possibili effetti collaterali e controindicazioni

La curva da carico di glucosio è generalmente ben tollerata. L’effetto collaterale più comune è la nausea provocata dal sapore molto dolce della soluzione glucosata, che in alcuni pazienti particolarmente sensibili può causare anche vomito. Raramente si possono verificare capogiri o malessere transitorio.

L’esame non presenta particolari controindicazioni, ma viene rimandato in caso di malattie acute, febbre o recenti modifiche significative dell’alimentazione. Il medico valuterà la necessità di posticipare il test in presenza di patologie gastroenteriche che potrebbero interferire con l’assorbimento del glucosio.