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Emoglobina glicata: valori, esame e come abbassarla

L’emoglobina glicata è un parametro fondamentale per chi convive con il diabete, ma anche un indicatore prezioso per individuare situazioni di prediabete o per valutare il rischio metabolico. A differenza della glicemia a digiuno, che fotografa un momento preciso, questo esame offre una visione d’insieme del controllo glicemico degli ultimi mesi, permettendo di capire se la gestione della malattia è efficace o se serve intervenire.

Conoscere i valori di riferimento e interpretarli correttamente aiuta a prevenire complicanze serie a carico di occhi, reni, cuori e sistema nervoso. Vediamo nel dettaglio cos’è l’emoglobina glicata, come funziona l’esame e cosa significano i risultati.

Cos’è l’emoglobina glicata e come si forma

L’emoglobina glicata, nota anche come emoglobina glicosilata o HbA1c, è il risultato di un processo chimico chiamato glicazione. Quando nel sangue circola glucosio in eccesso, alcune molecole di zucchero si legano all’emoglobina, la proteina contenuta nei globuli rossi che trasporta l’ossigeno in tutto l’organismo.

Questo legame è irreversibile: una volta che il glucosio si è “attaccato” all’emoglobina, rimane legato per tutta la vita del globulo rosso, che dura circa 120 giorni. Maggiore è la quantità di glucosio presente nel sangue, più emoglobina risulterà glicata. Per questo motivo la misurazione dell’HbA1c riflette la media dei livelli glicemici delle ultime 8-12 settimane.

I globuli rossi glicati trasportano meno efficacemente l’ossigeno ai tessuti, contribuendo nel tempo a danni microvascolari che possono interessare diversi organi.

Come si misura l’emoglobina glicata

Il dosaggio dell’emoglobina glicata avviene attraverso un semplice prelievo di sangue venoso. A differenza dell’esame della glicemia, non è necessario essere a digiuno e non serve alcuna preparazione particolare.

Il risultato viene espresso in percentuale: indica quanta parte dell’emoglobina totale presente nel sangue è stata glicata. Nei laboratori italiani è sempre più comune trovare anche il valore espresso in mmol/mol, secondo lo standard internazionale IFCC (International Federation of Clinical Chemistry).

L’esame è raccomandato ogni 3-6 mesi per le persone con diabete, a seconda del grado di controllo glicemico e delle terapie in corso. Chi ha valori stabili e ben controllati può effettuarlo due volte l’anno, mentre chi sta modificando la terapia o ha difficoltà nel controllo metabolico dovrebbe ripeterlo più frequentemente.

Valori di riferimento: quando l’emoglobina glicata è normale

Nelle persone sane, senza diabete, i valori di emoglobina glicata si collocano generalmente tra il 4% e il 5,6%. Questi livelli indicano un metabolismo glucidico nella norma.

Valori compresi tra il 5,7% e il 6,4% segnalano una condizione di prediabete, chiamata anche alterata glicemia a digiuno o ridotta tolleranza al glucosio. In questa fase il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 è elevato, ma modifiche dello stile di vita possono prevenire o ritardare la progressione della malattia.

Un valore di HbA1c pari o superiore al 6,5% (48 mmol/mol), confermato in due occasioni diverse, è diagnostico per diabete mellito.

Per chi ha già una diagnosi di diabete, gli obiettivi terapeutici variano in base all’età, alla presenza di altre patologie e al rischio di ipoglicemie:

Condizione/PopolazioneValore HbA1c (%)
Persone sane (normale)4% – 5,6%
Prediabete5,7% – 6,4%
Diabete mellito (diagnosi)≥ 6,5%
Obiettivo standard adulti con diabete< 7%
Obiettivo stringente (giovani, basso rischio)< 6,5%
Obiettivo flessibile (anziani, complicanze)7,5% – 8%

Emoglobina glicata alta: cause e conseguenze

Valori di HbA1c superiori al target indicano un controllo glicemico insufficiente. Le cause principali includono aderenza scarsa alla terapia farmacologica, alimentazione non adeguata, sedentarietà, stress cronico o dosaggi di farmaci che necessitano di aggiustamento.

Livelli elevati e persistenti di emoglobina glicata aumentano significativamente il rischio di complicanze:

ComplicanzaDescrizione
Retinopatia diabeticaDanno progressivo ai vasi della retina che può portare a perdita della vista
Nefropatia diabeticaDeterioramento della funzione renale fino all’insufficienza renale
Neuropatia perifericaLesioni ai nervi con perdita di sensibilità, dolore, formicolio agli arti
Malattie cardiovascolariInfarto, ictus, arteriopatia periferica
Difficoltà di guarigione delle feriteRischio di ulcere e infezioni

Quando l’emoglobina glicata è bassa

Valori particolarmente bassi di HbA1c, inferiori al 4%, possono indicare episodi frequenti di ipoglicemia, specialmente se la persona è in terapia con insulina o farmaci che stimolano la secrezione insulinica.

Altre condizioni che possono abbassare artificialmente i valori includono anemie emolitiche, emorragie recenti, carenze di ferro o vitamina B12, insufficienza renale grave e alcune emoglobinopatie. In questi casi l’HbA1c non riflette accuratamente il controllo glicemico e vanno considerati parametri alternativi.

Come abbassare l’emoglobina glicata

Ridurre i valori di emoglobina glicata richiede un approccio integrato che combini terapia farmacologica, alimentazione e stile di vita.

Sul fronte dell’alimentazione, privilegiare carboidrati complessi a basso indice glicemico (cereali integrali, legumi), aumentare il consumo di verdure e fibre, limitare zuccheri semplici e alimenti processati aiuta a stabilizzare la glicemia. Distribuire i pasti nell’arco della giornata evitando digiuni prolungati o abbuffate contribuisce ulteriormente al controllo. Per un supporto personalizzato, è utile rivolgersi a un servizio di dietetica e nutrizione.

L’attività fisica regolare, anche moderata come 30 minuti di camminata veloce al giorno, migliora la sensibilità all’insulina e facilita l’utilizzo del glucosio da parte dei muscoli. Esercizi di resistenza e allenamento della forza hanno effetti particolarmente benefici.

Sul piano farmacologico, è fondamentale assumere i farmaci prescritti con regolarità e agli orari indicati. Se i valori restano elevati nonostante l’aderenza alla terapia, il medico può decidere di modificare dosaggi, aggiungere farmaci o passare a terapie iniettive.

Il monitoraggio regolare della glicemia attraverso esami del sangue, quando indicato, aiuta a identificare pattern e momenti della giornata in cui il controllo è più difficile, permettendo interventi mirati. Anche la gestione dello stress, il sonno adeguato e il controllo del peso corporeo giocano un ruolo importante nell’ottimizzazione metabolica.