Come si manifesta la gastrite e come riconoscerla
La gastrite è un’infiammazione della mucosa gastrica, il rivestimento interno dello stomaco che protegge le pareti dell’organo dall’azione corrosiva dei succhi gastrici. Si tratta di un disturbo molto diffuso che può presentarsi in forma acuta, con sintomi improvvisi e intensi, o cronica, quando l’infiammazione persiste nel tempo.
Comprendere come si manifesta la gastrite è fondamentale per intervenire tempestivamente e prevenire complicazioni più serie, come ulcere gastriche o, nei casi più rari, lesioni precancerose. I sintomi possono variare notevolmente da persona a persona: alcuni pazienti avvertono disturbi evidenti, mentre altri possono convivere con una gastrite asintomatica per lungo tempo.
In questo articolo scoprirai quali sono le cause principali della gastrite, come riconoscerne i sintomi, quali esami permettono di diagnosticarla con precisione e quali trattamenti e rimedi possono alleviare l’infiammazione e favorire la guarigione.
Le cause principali della gastrite
La gastrite può svilupparsi per diverse ragioni, spesso correlate tra loro. La causa più comune è l’infezione da Helicobacter pylori, un batterio che colonizza la mucosa gastrica e ne altera le difese naturali. Questo microrganismo è responsabile della maggior parte dei casi di gastrite cronica e può essere trasmesso attraverso acqua o alimenti contaminati, o per contatto diretto.
Un’altra causa frequente è l’uso prolungato di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come ibuprofene o aspirina, che possono danneggiare la barriera protettiva dello stomaco. Anche il consumo eccessivo di alcol rappresenta un fattore di rischio significativo, poiché irrita direttamente la mucosa gastrica.
Lo stress intenso e prolungato, sia fisico che psicologico, può contribuire allo sviluppo di gastrite, così come il reflusso biliare, quando la bile risale dallo stomaco irritando le pareti. Più raramente, la gastrite può avere origine autoimmune, quando il sistema immunitario attacca erroneamente le cellule dello stomaco, o essere conseguenza di altre patologie.
Che sintomi hai con la gastrite?
I sintomi della gastrite variano in base alla gravità e alla forma del disturbo. Il sintomo più caratteristico è il dolore o bruciore nella parte alta dell’addome, spesso descritto come una sensazione di “stomaco che brucia”, che può intensificarsi a stomaco vuoto o dopo i pasti.
La nausea è un altro sintomo frequente, talvolta accompagnata da episodi di vomito. Alcuni pazienti riferiscono una persistente sensazione di pienezza o gonfiore addominale, anche dopo aver consumato piccole quantità di cibo. Questa sensazione, chiamata dispepsia, può rendere difficile completare i pasti.
Altri sintomi comuni includono perdita di appetito, eruttazioni frequenti e, nei casi più severi, presenza di sangue nel vomito (che può apparire rosso vivo o scuro, simile a fondi di caffè) o feci scure e catramose, segnali che richiedono immediata attenzione medica poiché indicano un possibile sanguinamento gastrico.
È importante sottolineare che la gastrite cronica può essere asintomatica per lunghi periodi, manifestandosi solo con sintomi vaghi come stanchezza o lieve disagio addominale.
Come viene diagnosticata la gastrite
La diagnosi di gastrite richiede un approccio medico strutturato. Il primo passo consiste in un’accurata anamnesi e in un esame obiettivo, durante i quali il medico raccoglie informazioni sui sintomi, sulla loro durata, sulle abitudini alimentari e sull’eventuale assunzione di farmaci.
L’esame diagnostico più affidabile è la gastroscopia (o esofagogastroduodenoscopia), una procedura che permette di visualizzare direttamente la mucosa gastrica attraverso un endoscopio. Durante questo esame, il medico può prelevare piccoli campioni di tessuto (biopsie) per analizzarli al microscopio e confermare la presenza di infiammazione, identificare l’eventuale presenza di Helicobacter pylori ed escludere altre patologie.
Per rilevare l’infezione da Helicobacter pylori esistono anche test non invasivi, come il test del respiro all’urea, gli esami del sangue per la ricerca di anticorpi specifici, o l’esame delle feci. In alcuni casi possono essere richiesti esami radiologici con mezzo di contrasto, sebbene siano meno utilizzati rispetto alla gastroscopia.
Come si fa a curare la gastrite?
Il trattamento della gastrite dipende dalla causa sottostante e dalla gravità dei sintomi. Quando è presente un’infezione da Helicobacter pylori, la terapia standard prevede una combinazione di antibiotici e farmaci inibitori della pompa protonica (IPP) per un periodo di 10-14 giorni. Questa terapia eradicante è molto efficace nell’eliminare il batterio e permettere la guarigione della mucosa.
Gli inibitori della pompa protonica (come omeprazolo, lansoprazolo o pantoprazolo) riducono la produzione di acido gastrico, favorendo la guarigione dell’infiammazione. Possono essere utilizzati anche antagonisti dei recettori H2 o antacidi per neutralizzare l’acidità e alleviare rapidamente i sintomi.
Se la gastrite è causata dall’uso di FANS, il medico valuterà la possibilità di sospendere o sostituire questi farmaci con alternative meno aggressive per lo stomaco, eventualmente associando gastroprotettori.
Cosa non si deve mangiare per la gastrite?
L’alimentazione gioca un ruolo cruciale nella gestione della gastrite. Alcuni alimenti possono aggravare l’infiammazione e intensificare i sintomi, per questo è importante evitarli o limitarne il consumo.
Gli alimenti piccanti e speziati irritano direttamente la mucosa gastrica già infiammata. Anche i cibi molto grassi o fritti rallentano lo svuotamento gastrico e aumentano la produzione di acido. Le bevande alcoliche danneggiano la barriera protettiva dello stomaco e dovrebbero essere completamente eliminate.
Caffè, tè e bevande contenenti caffeina stimolano la secrezione acida e possono peggiorare i sintomi. Lo stesso vale per le bevande gassate e gli agrumi, che per la loro acidità possono risultare irritanti. Anche pomodori e salse a base di pomodoro sono spesso mal tollerati.
È consigliabile preferire cotture semplici (al vapore, bollite, al forno), consumare pasti piccoli e frequenti anziché abbondanti, e privilegiare alimenti facilmente digeribili come riso, patate, carni bianche magre, pesce, verdure cotte non acide e frutta non acida come banane e mele.
Prevenzione e stile di vita
Oltre al trattamento farmacologico e all’attenzione alimentare, alcune modifiche dello stile di vita possono contribuire significativamente alla prevenzione e alla gestione della gastrite. Smettere di fumare è fondamentale, poiché il fumo aumenta la produzione di acido gastrico e rallenta la guarigione della mucosa.
Anche la gestione dello stress attraverso tecniche di rilassamento, attività fisica regolare e un sonno adeguato può ridurre l’incidenza e la gravità dei sintomi della gastrite.