Il morbo di Chron, quali sono i fattori di rischio
Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI) che può colpire qualsiasi tratto del tubo digerente, dalla bocca all’ano, sebbene interessi più frequentemente l’ultima parte dell’intestino tenue (ileo) e il colon.
Si tratta di una patologia a decorso cronico, caratterizzata dall’alternanza di fasi di riacutizzazione e periodi di remissione, che può manifestarsi a qualsiasi età ma esordisce più spesso tra i 20 e i 30 anni.
I principali fattori di rischio del morbo di Crohn
Diversi elementi possono aumentare la probabilità di sviluppare il morbo di Crohn. La predisposizione genetica rappresenta uno dei fattori più rilevanti: chi ha un parente di primo grado affetto dalla malattia presenta un rischio significativamente maggiore. Gli studi hanno identificato oltre 200 varianti genetiche associate a questa condizione.
L’età costituisce un altro fattore importante: il morbo di Crohn viene diagnosticato più frequentemente tra i 15 e i 35 anni, anche se può manifestarsi a qualsiasi età. Anche l’etnia gioca un ruolo: le popolazioni di origine ebraica ashkenazita presentano un’incidenza più elevata, mentre la malattia è meno comune nelle popolazioni asiatiche e africane.
Il fumo di sigaretta rappresenta il principale fattore di rischio modificabile: i fumatori hanno un rischio doppio di sviluppare il morbo di Crohn rispetto ai non fumatori, e la malattia tende a essere più grave e resistente ai trattamenti in chi fuma.
Anche fattori ambientali come la dieta occidentale (ricca di grassi e zuccheri raffinati), lo stress cronico, l’uso prolungato di farmaci antinfiammatori non steroidei e alcune infezioni intestinali pregresse sono stati associati a un aumentato rischio di sviluppare la patologia.
Come si capisce se si ha il morbo di Crohn: i sintomi
I sintomi del morbo di Crohn possono variare notevolmente da persona a persona, a seconda della localizzazione e della gravità dell’infiammazione. I segni più comuni includono:
- Diarrea persistente, spesso con presenza di sangue o muco
- Dolore e crampi addominali, particolarmente intensi dopo i pasti
- Perdita di peso involontaria dovuta al malassorbimento dei nutrienti
- Affaticamento e stanchezza cronica
- Febbre, soprattutto durante le fasi acute
- Riduzione dell’appetito
Nei casi più gravi, possono comparire complicanze come fistole, ascessi, stenosi intestinali e ostruzioni. È importante sottolineare che il morbo di Crohn può manifestarsi anche con sintomi extraintestinali, che coinvolgono altri organi e apparati.
Manifestazioni extraintestinali
Circa un terzo dei pazienti con morbo di Crohn sviluppa sintomi al di fuori dell’apparato digerente, tra cui:
Cause e diagnosi del morbo di Crohn
Le cause esatte del morbo di Crohn non sono ancora completamente comprese. Si ritiene che la malattia derivi da un’interazione complessa tra predisposizione genetica, fattori ambientali e una risposta immunitaria anomala. In particolare, il sistema immunitario intestinale reagisce in modo eccessivo contro i batteri normalmente presenti nell’intestino, causando un’infiammazione cronica.
La diagnosi del morbo di Crohn richiede un approccio multidisciplinare e si basa su diversi esami:
- Esami di laboratorio: analisi del sangue per valutare markers infiammatori (PCR, VES), anemia e carenze nutrizionali; esame delle feci per escludere infezioni e rilevare la presenza di calprotectina fecale, un indicatore di infiammazione intestinale.
- Esami strumentali: la colonscopia con biopsie rappresenta l’esame gold standard, permettendo di visualizzare direttamente le lesioni e prelevare campioni di tessuto. Altri esami utili includono l’enterografia con risonanza magnetica o TC, che consente di valutare l’intestino tenue, e l’ecografia intestinale.
- Videocapsula endoscopica: in casi selezionati, può essere utilizzata per esplorare tratti dell’intestino tenue non raggiungibili con la colonscopia tradizionale.
Che problemi dà il morbo di Crohn
Il morbo di Crohn può causare numerose complicanze che influenzano significativamente la vita quotidiana. Le complicanze intestinali includono stenosi (restringimenti dell’intestino che possono causare occlusioni), fistole (comunicazioni anomale tra l’intestino e altri organi o la cute), ascessi e perforazioni intestinali.
Dal punto di vista nutrizionale, il malassorbimento può portare a carenze vitaminiche (soprattutto vitamina B12, vitamina D, acido folico) e minerali (ferro, calcio, zinco), con conseguente anemia, osteoporosi e altri disturbi.
L’impatto sulla qualità di vita è considerevole: il dolore cronico, la necessità di frequenti visite al bagno, la stanchezza e le limitazioni alimentari possono interferire con il lavoro, le relazioni sociali e il benessere psicologico. Non è raro che i pazienti sviluppino ansia o depressione.
Inoltre, chi soffre di morbo di Crohn da molti anni presenta un rischio aumentato di cancro del colon-retto, rendendo necessari controlli endoscopici periodici.
Quanto è grave il morbo di Crohn
La gravità del morbo di Crohn varia notevolmente da individuo a individuo. Alcuni pazienti presentano una forma lieve, con sintomi occasionali ben controllati dalla terapia, mentre altri affrontano una malattia più aggressiva con frequenti riacutizzazioni e complicanze.
Grazie ai progressi terapeutici degli ultimi decenni, la prognosi è significativamente migliorata. Con un trattamento adeguato e un monitoraggio regolare, la maggior parte dei pazienti riesce a condurre una vita normale e produttiva. Tuttavia, circa il 70% delle persone con morbo di Crohn necessita di almeno un intervento chirurgico nel corso della vita.
La diagnosi precoce e l’inizio tempestivo della terapia sono fondamentali per prevenire danni intestinali permanenti e migliorare la prognosi a lungo termine.
Trattamento del morbo di Crohn
Il trattamento del morbo di Crohn è personalizzato in base alla gravità della malattia, alla localizzazione dell’infiammazione e alla risposta individuale alle terapie. L’obiettivo principale è indurre e mantenere la remissione, prevenire le complicanze e migliorare la qualità di vita del paziente.
- Terapia farmacologica: i farmaci utilizzati includono aminosalicilati per le forme lievi, corticosteroidi per le riacutizzazioni acute, immunosoppressori (azatioprina, metotrexato) per mantenere la remissione e farmaci biologici (anti-TNF, anti-integrina, anti-interleuchina) per le forme moderate-gravi.
- Terapia nutrizionale: una dieta bilanciata è fondamentale. In alcuni casi può essere necessaria una nutrizione enterale esclusiva o l’integrazione di specifici nutrienti. È consigliabile una visita gastroenterologica specialistica per definire il piano alimentare più adeguato.
- Chirurgia: quando la terapia medica non è sufficiente o si sviluppano complicanze come stenosi, fistole o ascessi, può essere necessario un intervento chirurgico. La resezione del tratto intestinale malato non è curativa, poiché la malattia può recidivare in altre sedi.
- Gestione delle complicanze: le manifestazioni extraintestinali possono richiedere trattamenti specifici, così come le complicanze come infezioni urinarie o altri disturbi associati.
Il follow-up regolare con il gastroenterologo è essenziale per monitorare l’attività della malattia, adeguare le terapie e prevenire le complicanze a lungo termine. Un approccio multidisciplinare che coinvolge anche nutrizionisti, psicologi e chirurghi quando necessario rappresenta la strategia migliore per gestire questa complessa patologia.