Cos’è la peritonite e come si cura
La peritonite è un’infiammazione acuta del peritoneo, la membrana sierosa che riveste la cavità addominale e gli organi in essa contenuti. Si tratta di una condizione medica grave che richiede un intervento tempestivo, poiché può evolvere rapidamente verso complicanze potenzialmente letali. Il peritoneo svolge funzioni essenziali di protezione e sostegno degli organi addominali, e quando si infiamma compromette l’intero equilibrio dell’organismo.
Comprendere i segnali d’allarme della peritonite, le sue cause e le modalità di trattamento è fondamentale per riconoscere tempestivamente questa emergenza medica. In questo articolo analizzeremo i sintomi caratteristici, le principali cause scatenanti, le procedure diagnostiche e le opzioni terapeutiche disponibili, rispondendo anche alle domande più frequenti su questa patologia.
Cosa succede se hai la peritonite?
Quando si sviluppa una peritonite, il peritoneo reagisce all’aggressione infettiva o chimica con un processo infiammatorio intenso. L’organismo risponde aumentando l’afflusso di sangue nella zona colpita e rilasciando sostanze che richiamano le cellule del sistema immunitario. Questo processo provoca l’accumulo di liquido nella cavità addominale e può portare alla formazione di aderenze tra gli organi.
Se non trattata tempestivamente, la peritonite può causare sepsi, una risposta infiammatoria sistemica che coinvolge tutto l’organismo. La sepsi può evolvere in shock settico, caratterizzato da un grave abbassamento della pressione arteriosa e insufficienza multiorgano. Nei casi più gravi, si possono formare ascessi addominali e sviluppare complicanze respiratorie e renali che mettono a rischio la vita del paziente.
Cause principali della peritonite
Le cause della peritonite si distinguono principalmente in due categorie: peritonite primaria e peritonite secondaria.
La peritonite primaria è relativamente rara e si verifica quando batteri raggiungono il peritoneo attraverso il circolo sanguigno o il sistema linfatico, senza che vi sia una perforazione o lesione degli organi addominali. Questa forma colpisce prevalentemente pazienti con cirrosi epatica, insufficienza renale o altre condizioni che compromettono il sistema immunitario.
La peritonite secondaria è la forma più comune e deriva dalla perforazione o rottura di un organo addominale. Le cause principali includono:
- Appendicite perforata
- Ulcera gastrica o duodenale perforata
- Diverticolite con perforazione intestinale
- Traumi addominali penetranti o contusivi
- Complicanze post-operatorie
- Malattie infiammatorie intestinali
- Pancreatite acuta grave
- Colecistite con perforazione della colecisti
Esiste anche una peritonite terziaria, che si sviluppa in pazienti già trattati per peritonite secondaria e rappresenta una forma particolarmente resistente alle terapie.
Come si contrae la peritonite?
La peritonite non è una malattia contagiosa che si trasmette da persona a persona. Si contrae quando batteri, funghi o sostanze chimiche irritanti entrano in contatto con il peritoneo. Questo può avvenire attraverso diverse modalità:
Nella maggior parte dei casi, i microrganismi provengono dal tratto gastrointestinale e raggiungono il peritoneo a seguito della rottura o perforazione di un organo addominale. I batteri più frequentemente coinvolti sono Escherichia coli, Streptococchi, Bacteroides e altri anaerobi intestinali.
Un’altra via di contaminazione è quella iatrogena, legata a procedure mediche come la dialisi peritoneale, dove il catetere può diventare una porta d’ingresso per i batteri. Anche interventi chirurgici addominali possono, in rari casi, favorire lo sviluppo di peritonite post-operatoria.
Sintomi della peritonite
I sintomi della peritonite si manifestano generalmente in modo acuto e progressivo. Il dolore addominale è il sintomo cardine: inizialmente può essere localizzato nella zona dell’organo interessato, per poi diffondersi a tutto l’addome. Il dolore si intensifica con i movimenti, la tosse o la palpazione.
Altri sintomi caratteristici includono:
Nei casi più avanzati possono comparire segni di shock, come pallore, sudorazione fredda, confusione mentale e abbassamento della pressione arteriosa.
Diagnosi della peritonite
La diagnosi di peritonite si basa su una combinazione di valutazione clinica, esami di laboratorio e indagini strumentali.
L’esame obiettivo rivela tipicamente un addome rigido e dolente alla palpazione, con segni di difesa muscolare. Il medico ricerca i segni di Blumberg (dolore al rilascio rapido della pressione) e altri segni di irritazione peritoneale.
Gli esami di laboratorio mostrano generalmente:
- Aumento dei globuli bianchi (leucocitosi)
- Elevazione degli indici di infiammazione (PCR, procalcitonina)
- Alterazioni degli elettroliti
- Segni di insufficienza d’organo nei casi gravi
Le indagini strumentali fondamentali comprendono:
- Radiografia dell’addome in ortostatismo, che può evidenziare aria libera in cavità addominale
- Ecografia addome completo, utile per identificare raccolte liquide
- TC addominale con mezzo di contrasto, l’esame più accurato per identificare la causa e l’estensione della peritonite
In alcuni casi può essere necessaria la paracentesi diagnostica, con prelievo e analisi del liquido peritoneale.
Quanto ci mette l’appendicite a diventare peritonite?
L’evoluzione da appendicite a peritonite è variabile e dipende da diversi fattori individuali. Generalmente, un’appendicite acuta non trattata può progredire verso la perforazione e la peritonite nell’arco di 24-72 ore dall’insorgenza dei sintomi.
Tuttavia, questo intervallo può essere più breve o più lungo a seconda dell’età del paziente, dello stato del sistema immunitario e delle caratteristiche dell’infiammazione. Nei bambini e negli anziani la progressione può essere più rapida. È proprio per questo motivo che il dolore addominale acuto, specialmente se localizzato nella fossa iliaca destra, richiede sempre una valutazione medica urgente.
Trattamento della peritonite
Il trattamento della peritonite richiede un approccio multidisciplinare e tempestivo. Nella maggior parte dei casi è necessario un intervento chirurgico d’urgenza per eliminare la causa dell’infezione e pulire la cavità peritoneale.
La terapia chirurgica prevede:
- Riparazione o rimozione dell’organo perforato
- Lavaggio abbondante della cavità peritoneale
- Drenaggio di eventuali raccolte ascessuali
- Posizionamento di drenaggi per monitorare e evacuare eventuali raccolte post-operatorie
Parallelamente alla chirurgia, viene instaurata una terapia medica intensiva che comprende:
- Antibiotici ad ampio spettro per via endovenosa
- Reidratazione e correzione degli squilibri elettrolitici
- Supporto nutrizionale
- Analgesici per il controllo del dolore
- Monitoraggio delle funzioni vitali in ambiente intensivo nei casi gravi
Quali sono le cause della morte per peritonite?
Nonostante i progressi della medicina, la peritonite rimane una condizione con un tasso di mortalità significativo, che varia dal 10% al 40% a seconda della gravità e della tempestività del trattamento.
Le principali cause di morte correlate alla peritonite sono:
- Shock settico: la risposta infiammatoria massiva causa un collasso circolatorio con ipotensione grave e ridotta perfusione degli organi vitali
- Insufficienza multiorgano: il coinvolgimento progressivo di reni, fegato, polmoni e cuore porta al loro malfunzionamento
- Complicanze respiratorie: la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) può rendere necessaria la ventilazione meccanica
- Coagulazione intravascolare disseminata: alterazione grave della coagulazione con emorragie e trombosi
La prognosi dipende da fattori come l’età del paziente, la presenza di patologie preesistenti, la rapidità della diagnosi e l’adeguatezza del trattamento. Per questo motivo, qualsiasi sospetto di peritonite deve essere considerato un’emergenza medica che richiede un intervento immediato.